Il network delle Aree marine Pelagos ora è realtà

Chiavari – È nato il network delle Aree marine protette italiane di Pelagos: il protocollo d’intesa è stato sottoscritto anche dall’Area marina protetta di Portofino, che ha il compito di coordinare il gruppo.

Tre giorni fa la biologa marina Valentina Cappanera, dello staff dell’Area marina portofinese, ha partecipato al XII Comitato scientifico e tecnico dell’Accordo Pelagos per il Santuario dei mammiferi marini, al museo oceanografico del Principato di Monaco, dove ha presentato il neo-network Pelagos delle Aree marine protette e dei Parchi nazionali. L’intesa è stata sottoscritta, sotto l’egida del ministero dell’Ambiente, oltre che dall’Area marina di Portofino, anche da Parco nazionale e Area marina delle Cinque Terre, Area marina Isola di Bergeggi, Parco nazionale e Area marina dell’Asinara, Parco nazionale della Maddalena, Parco nazionale dell’Arcipelago Toscano e Area marina Secche della Meloria.

«Il network si propone di fornire supporto all’Accordo Pelagos proponendo azioni concrete, di educazione ambientale e divulgazione, in primo luogo collaborando con i Comuni che hanno aderito alla Carta di partenariato per realizzare iniziative mirate alla tutela del Santuario e dei suoi abitanti», spiega Valentina Cappanera. Le sette Aree marine coinvolte, aggiunge, «hanno già intrapreso un dialogo con le rispettive amministrazioni attraverso un questionario che permetterà di comprendere su quali azioni e in quali campi i Comuni stessi ritengano di avere bisogno di supporto. Le Aree marine, con la loro esperienza nell’ambito della divulgazione e dell’educazione ambientale, possono coadiuvare concretamente gli amministratori nelle attività rivolte alle scuole o ai fruitori e fornire idee e buone pratiche, mettendo a fattor comune esperienze di altri che si sono rivelate efficaci».

A stretto giro il nuovo network avanzerà la proposta di allargare la sottoscrizione della Carta di partenariato anche ai Comuni non costieri dove, però, scorrono torrenti che confluiscono nel Mar Ligure. Con un invito agli amministratori ad attivarsi per pulire gli alvei, in particolare del materiale plastico e dei rifiuti, contribuendo, così, in modo concreto, alla diminuzione della plastica sversata in mare con le piene. La battaglia contro la plastica in mare, dice Giorgio Fanciulli, direttore dell’Area marina di Portofino, «sarà una delle priorità del network, inteso come interlocutore concreto ed efficace con i Comuni e con gli organismi sovraordinati che si occupano del problema. Già intenso il confronto su temi comuni con il Parco nazionale di Port Cros che, sul fronte francese, coordina un network analogo e con il quale la nostra Area marina ha avviato, da tempo, una proficua collaborazione grazie anche a progetti condivisi di ricerca studio». Un notevole supporto alla nascita del network, sottolinea Fanciulli, «è stato fornito dal ministero dell’Ambiente, attraverso l’interessamento della direzione del Dipartimento Conservazione Natura, nella persona della dottoressa Maria Carmela Giarratano, neo direttrice degli Affari generali e del Personale».

La nascita del network italiano, chiude Cappanera, «e la volontà di lavorare sempre più a livello internazionale hanno portato alla creazione di un nuovo progetto Interreg Med, appena partito, che avrà come fulcro il rafforzamento del network internazionale tra le Aree marine e sarà l’occasione per aumentare l’efficacia di gestione di molte Riserve mediterranee».

Rossella Galeotti – Secolo XIX

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